ANPI - ANPPIA Comitato Provinciale di Bologna

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home pubblicazioni mostre La resistenza dei soldati italiani contro i tedeschi e la R.S.I.

La resistenza dei soldati italiani contro i tedeschi e la R.S.I.

E-mail Stampa PDF

locandina mostra8 settembre 1943 - 8 maggio 1945: proclamato l'armistizio, scattano contromisure predisposte dai tedeschi per la totale occupazione dell'Italia. Alcuni comandi militari di grandi unità italiane e molti reparti minori reagiscono con prontezza, decisione ed eroismo alle aggressioni naziste.

La mostra storico-documentaria comprende foto di Cefalonia, dei gruppi di combattimento e foto dei lager per internati militari italiani, tra cui numerose inedite, scattate clandestinamente dal tenente Vittorio Vialli.

Bologna, 29 settembre - 20 ottobre 2001, Sala Borsa - Piazza Nettuno.
A cura di Luigi Arbizzani. Realizzazione grafica di Gilberto Veronesi.
Organizzazione generale: Lino Michelini "William" e Anpi Provinciale di Bologna

clicca su questo simbolo visione a pieno schermo per visualizzare il libro a pieno schermo e potrai sfogliarla in due modi: utilizzando i tasti freccia della tua tastiera o cliccando sui triangoli bianchi che compaiono ai lati dello schermo quando ci si passa il mouse.

Cliccando sulle pagine in ogni caso si accede alla modalità zoom (o lente di ingrandimento) utile per ipovedenti.

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Marzo 2009 12:46  


mi ricordo di essere caduta almeno due o tre volte il giorno della Liberazione. Era l’emozione? Fu una cosa talmente... io non so come descriverla perché fu una gioia così grande il pensare che la guerra era finita e che i tedeschi erano partiti, che i fascisti erano sconfitti, fu una cosa enorme. Tutto questo popolo di gente, io non capivo più niente, correvo dalle Due Torri a Piazza Maggiore.La gente cominciava a portare i santini, le fotografie e li attaccavano lì al muro del Palazzo del Comune. Fu una roba! E poi chi piangeva, perché la gioia fa anche piangere e poi molti non c’erano più. Diana Sabbi, Medaglia d’argento al valor militare