ANPI - ANPPIA Comitato Provinciale di Bologna

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...resistere non invecchia!

Continuando il buon cammino. Roma 6 aprile 2017

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Una delegazione dell'ANPI di Bologna parteciperà all'incontro del 6 aprile 2017 organizzato dall'ANPI nazionale Continuando il buon cammino. L'ANPI dai partigiani ai giovani, per la Costituzione, l'antifascismo e la democrazia.

Alle 15 la sindaca di Roma Virginia Raggi ci darà il benvenuto nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.

L'incontro si aprirà con l'intervista di Bianca Berlinguer al presidente nazionale dell'ANPI Carlo Smuraglia sul tema L'Anpi oggi.

Seguiranno gli interventi di Claudio Silingardi (L'ANPI nella storia d'Italia), Luca Grisolini, Aude Pacchioni e Massimo Corradi (Generazioni a confronto, nella continuità), Massimo Amodio (La legittimazione dell'ANPI nella giurisprudenza) e di Tomaso Montanari (L'ANPI vista da un'associazione amica).

Concluderà il pomeriggio l'intervento del presidente Carlo Smuraglia.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Aprile 2017 11:06
 

Comunicato

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Bologna, 22 marzo 2017


Comunicato ANPI provinciale di Bologna


In merito alle notizie di questi giorni riguardanti l’eventuale presenza di un banchetto anti-vaccini alla festa Pratello R’Esiste, l’ANPI Provinciale di Bologna si dissocia completamente dalle dichiarazioni di chi vuole accostare la gloriosa storia della Resistenza e della Lotta di Liberazione Nazionale con le posizioni antivacciniste.

Si dissocia altresì dalla presenza stessa di questo banchetto che si ritiene nulla abbia a che fare con lo spirito e le radici storiche e valoriali della Festa della Liberazione.

Si auspica una decisione del Comitato Organizzatore coerentemente alle ottime scelte fatte in tutti questi anni da parte del Pratello R’Esiste, scelte che hanno reso la Festa un appuntamento importante per la città.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Aprile 2017 20:46
 

A Modena contro i neofascismi

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Il 10 marzo l'ANPI di Modena ospita il presidente nazionale dell'ANPI Carlo Smuraglia per una conferenza sulla Costituzione e il contrasto ai neofascismi in Italia e in Europa.

Alle 18 sarà presentata l'inchiesta sul neofascismo di Patria Indipendente La galassia nera su Facebook.

Alle 18.30 parlerà il presidente Smuraglia.


Scarica la locandina

Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Marzo 2017 07:47
 

Buon 8 marzo dall'ANPI

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Nel fare i nostri migliori auguri alle nostre iscritte e a tutte le donne, pubblichiamo un messaggio dell'ANPI nazionale per l'8 marzo, perché questa giornata sia un momento di riflessione su quanto resta ancora da fare per la piena affermazione dei diritti delle donne.


MESSAGGIO DELL’ANPI NAZIONALE PER L’ 8 MARZO, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Gli uomini che hanno fatto la Resistenza sono stati la prima generazione a scoprire che la credenza secolare della fragilità femminile, della subalternità “naturale”, dell’obbedienza al maschile, altro non era che un mito coltivato nei secoli. Scoprirono che le donne erano capaci di autonomia, di coraggio, di intuito, di inventiva. Le ebbero materialmente vicine - e protagoniste - nei momenti più bui della storia di questo Paese. Mentre, infatti, gli uomini nascevano al mondo trovandolo predisposto ad accoglierli naturalmente ovunque, e soprattutto nei luoghi del comando, le donne hanno dovuto reagire e per decenni, scalando montagne, sono diventate fisiche, magistrate, ingegnere, astronaute.

Hanno compiuto passi enormi verso la parità, ma non hanno ancora vinto la loro (la nostra) battaglia, perché sono tuttora svantaggiate in molti campi, dai servizi, al lavoro, alle pensioni, all’accesso alle maggiori cariche pubbliche. C’è ancora un percorso da compiere, nella politica, nelle istituzioni, nella società, nel privato. Un percorso che ci riguarda tutti ed al quale tutti dobbiamo contribuire, se vogliamo che cambi davvero la “cultura“ del nostro Paese, ancora affetta da un eccessivo maschilismo e non priva di perduranti pregiudizi.

La grave situazione economica mondiale, le crisi che si succedono, il drammatico problema dei migranti, la violenza che percorre quasi tutti i Paesi d’Europa e del mondo, gli egoismi nazionali che si risvegliano, sono fenomeni che storicamente hanno colpito sempre e prima di tutto, i soggetti più deboli, i lavoratori, le donne, i “diversi”. A tutto questo, che oggi rappresenta uno dei maggiori problemi a livello mondiale, occorre reagire con forza e convinzione e con la partecipazione di tutti, se non si vuol consentire che si allontani ancora il raggiungimento degli obiettivi indicati da una norma fondamentale della Costituzione italiana, l’art.3.

L’ANPI, che ha seguito, condiviso e sostenuto il percorso delle donne, vede oggi con sgomento che, nel dilagare dell’ignoranza, dell’analfabetismo di ritorno, dell’individualismo più sfrenato, tornano sentimenti che arrivano alla negazione di diritti conquistati con molto coraggio e fatica, sentimenti che arrivano alla violenza sessuale e all’assassinio: quasi ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo che la ritiene sua proprietà.

L’ANPI considera indispensabile una seria riflessione e una decisa capacità di reagire alla violenza maschile quale che sia la forma in cui si esprime. Ed è urgente una risposta istituzionale, politica, culturale e sociale per difendere la parità di genere, i diritti, la dignità, la vita di tutte e di tutti. E’ il grande tema della libertà e dell’uguaglianza, cioè l’anima stessa della Costituzione. E’ una questione di civiltà.

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI


Scarica il testo


Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Marzo 2017 10:41
 

No al faro Mussolini

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Segnaliamo questa intervista alla presidente dell'ANPI provinciale di Bologna e coordinatrice dell'ANPI regionale Emilia-Romagna, Anna Cocchi, sulla questione dell'accensione del faro Mussolini alla Rocca delle Caminate, pubblicata nei giorni scorsi sul quotidiano La Stampa e ripresa dall'ANPI nazionale.

Il pericolo è quello di attirare nella zona ulteriori "pellegrinaggi" di stampo fascista che andrebbero ad aggiungersi alle deprecabili iniziative già diffuse a Predappio e dintorni, in occasione di date e in luoghi significativi per i fascisti.

A questo link potete scaricare l'articolo de La Stampa.

http://www.anpi.it/articoli/1700/la-coordinatrice-anpi-emilia-romagna-il-faro-che-domina-predappio-rievoca-mussolini-non-deve-essere-riacceso


Pubblichiamo anche un appello della Fondazione Lewin di Forlì sulla stessa questione.

Segreteria ANPI Provinciale Bologna


Appello della Fondazione Alfred Lewin.

Non accendiamo quel faro.
Quel faro è un monumento al duce, serviva solo ad annunciare la sua presenza in Romagna ed è indissolubilmente legato al suo nome.

Perché accenderlo? Cosa risponderemo quando ce lo chiederà il turista tedesco affezionato alle nostre coste, che viene da una terra in cui hanno eretto monumenti alle proprie colpe? E cosa diremo quando lo chiederanno i nostri ragazzi, che accompagniamo ad Auschwitz o nella via di Forlì dove fu compiuta la strage degli ebrei? Perché il faro di Mussolini è acceso? Gli diremo che si vogliono attirare turisti? Per far vedere loro "i prodotti della storia", come recita un depliant diffuso da un gruppo di ristoratori di Predappio? Gli diremo: "Sì, sì, la memoria, ma qui si tratta di economia”?

Si vuol mettere a profitto il fatto di aver dato i natali al fondatore del fascismo? Quei depliant forniscono già la mappa dei “prodotti della storia”, dalla cripta di Mussolini con le sue pareti di ex-voto di camerati, alle architetture razionaliste, alla casa natale del duce dove poter vedere mostre come quella sulla “campagna del grano”. E a quel punto, perché non fare una visita al megastore fascista in cui si possono vedere dal vivo gli squadristi che si salutano con "a noi"?
È una fiera permanente del Ventennio quella che si vuole allestire un pezzo alla volta? E allora, sì, quale migliore pubblicità di un faro che spinga la sua curiosa luce lungo tutta la riviera. E il museo sul fascismo che si sta progettando potrà evitare di diventare un padiglione di tale fiera?

No, non accendiamo quel faro.
Non profaniamo il luogo in cui Antonio Carini, uno dei massimi dirigenti della Resistenza italiana, catturato dai fascisti, fu torturato con una ferocia forse senza pari nell'Italia di quegli anni, per poi essere scaraventato da un ponte sul greto del fiume e sfigurato a colpi di pietra.
Non vendiamo l'onore di una terra che dal Risorgimento in poi si è coperta di gloria associando indissolubilmente il suo paesaggio e la sua storia al nome di Mussolini.
Non facciamo di Forlì e delle sue vallate un posto di cui vergognarsi in un'Europa che sul riconoscimento delle proprie colpe ha costruito le sue democrazie e sta cercando di costruire la sua unità.

No, non accendiamo il faro del dittatore.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Marzo 2017 10:35
 


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E i figli suoi erano già nel cuore di tanti partigiani che si andavano organizzando, e nascevano battaglioni "Cervi", e l'odio per il tedesco si ingrandiva nelle campagne e nelle città. Finchè le mura del carcere crollarono e si aprì sull'Italia il cielo della liberazione A. Cervi, "I miei sette figli"

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