ANPI - ANPPIA Comitato Provinciale di Bologna

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Referendum

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Grazie ai compagni e alle compagne, grazie agli amici e alle amiche dell'ANPI, alle donne e agli uomini del Comitato del NO di Bologna, che hanno condiviso con noi questi mesi di lavoro per spiegare le ragioni del NO in decine e decine di iniziative, banchetti, incontri a Bologna città e in tutto il territorio metropolitano, e che hanno contribuito a bocciare le proposte di modifica costituzionale nel metodo e nel merito.

È stato un percorso lungo, intenso, a tratti difficoltoso e faticoso, ma bello e positivo. Non solo per il risultato raggiunto - la difesa della nostra Costituzione -, ma perché è servito a rinsaldare vecchi legami, a stringere nuove collaborazioni, a incontrarci e re-incontrarci, a scoprirci e a ri-scoprirci, a conoscere più profondamente noi e la nostra Associazione.

L'ANPI non poteva fare altro che schierarsi per il NO, nel rispetto del proprio Statuto. E ora, seguendo lo Statuto, non può fare altro che continuare ad impegnarsi per la "piena attuazione, nelle leggi e nel costume, della Costituzione Italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli".

Ci vediamo il 5 dicembre alle 18 in piazza del Nettuno.

ANPI Provinciale Bologna





Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Dicembre 2016 16:39
 

Editoriale - Resistenza e Nuove Resistenze 2/2017

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bandiera ANPI tricolore con stellaIl 25 aprile è il giorno del secondo Risorgimento italiano. E’ il giorno in cui si festeggia l’abbattimento di una dittatura fascista sanguinaria, guerrafondaia e affossatrice di ogni principio di eguaglianza sociale, durata un quarto di secolo. Nell’anno 1945, all’alba del 21 aprile, gli eserciti Alleati, di cui facevano parte pure italiani accorpati in Gruppi di combattimento, entrarono in Bologna; una città già occupata dai partigiani, nella quale per loro merito tutti i servizi indispensabili e necessari alla vita della città erano funzionanti ed efficienti. Il CLN aveva già provveduto alla nomina del Prefetto, del Sindaco e dei diversi responsabili negli organi burocratici. Le genti, uscite dalle proprie abitazioni, occupavano le strade e piazza Maggiore, inneggiando e festeggiando i liberatori, pervase dalla gioia che solo la fine di un incubo può dare. Gli Alleati dettero ufficialmente merito al CLN per avere trovato la città – pur piena di macerie – nelle condizioni accennate.

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L'ANPI nazionale sulla legge elettorale

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Pubblichiamo il comunicato dell'ANPI nazionale sulla questione di fiducia posta sulla legge elettorale in discussione al Parlamento.


Porre la fiducia sulla legge elettorale è un fatto di particolare gravità

La Segreteria Nazionale dell’ANPI, apprendendo dalla stampa che il Governo ha posto la fiducia sulla legge elettorale, e ricordando che una netta presa di posizione fu assunta in occasione della fiducia sull’Italicum e in un recente intervento del Presidente nazionale sul tema, osserva che il fatto è certamente di particolare gravità, trattandosi della discussione di una proposta di legge elettorale, che dovrebbe godere di particolare ampiezza  di discussione e confronto e di assenza di limitazioni, proprio perché si tratta di materia direttamente collegata a princìpi e valori costituzionali come l’esercizio della sovranità popolare, la rappresentanza e il diritto dei cittadini alla partecipazione. Comprimere la discussione su una proposta di legge elettorale con un voto di fiducia, significa non solo imporre la volontà di una ipotetica maggioranza, ma anche precludere la possibilità di correzioni e modifiche anche migliorative, insomma di una vera ed approfondita discussione.

L’ANPI considera la rappresentanza, la partecipazione e il libero esercizio della sovranità popolare come valori imprescindibili e sottratti ad ogni valutazione di convenienza politica. Ne riafferma con forza l’importanza proprio in occasione del voto di fiducia e nel merito su una legge elettorale e nell’imminenza di una consultazione politica che chiamerà le cittadine e i cittadini a svolgere il proprio diritto-dovere di partecipazione.


Roma, 12 ottobre 2017                                        La Segreteria Nazionale dell'ANPI

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Ottobre 2017 13:57
 

27 maggio 2017: Giornata Antifascista

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Più di 100 iniziative in tutta Italia per la Giornata Antifascista indetta dall'ANPI. Ecco alcune immagini da Bologna e provincia.

                     

           


      


Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Giugno 2017 08:43
 

No al faro Mussolini

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Segnaliamo questa intervista alla presidente dell'ANPI provinciale di Bologna e coordinatrice dell'ANPI regionale Emilia-Romagna, Anna Cocchi, sulla questione dell'accensione del faro Mussolini alla Rocca delle Caminate, pubblicata nei giorni scorsi sul quotidiano La Stampa e ripresa dall'ANPI nazionale.

Il pericolo è quello di attirare nella zona ulteriori "pellegrinaggi" di stampo fascista che andrebbero ad aggiungersi alle deprecabili iniziative già diffuse a Predappio e dintorni, in occasione di date e in luoghi significativi per i fascisti.

A questo link potete scaricare l'articolo de La Stampa.

http://www.anpi.it/articoli/1700/la-coordinatrice-anpi-emilia-romagna-il-faro-che-domina-predappio-rievoca-mussolini-non-deve-essere-riacceso


Pubblichiamo anche un appello della Fondazione Lewin di Forlì sulla stessa questione.

Segreteria ANPI Provinciale Bologna


Appello della Fondazione Alfred Lewin.

Non accendiamo quel faro.
Quel faro è un monumento al duce, serviva solo ad annunciare la sua presenza in Romagna ed è indissolubilmente legato al suo nome.

Perché accenderlo? Cosa risponderemo quando ce lo chiederà il turista tedesco affezionato alle nostre coste, che viene da una terra in cui hanno eretto monumenti alle proprie colpe? E cosa diremo quando lo chiederanno i nostri ragazzi, che accompagniamo ad Auschwitz o nella via di Forlì dove fu compiuta la strage degli ebrei? Perché il faro di Mussolini è acceso? Gli diremo che si vogliono attirare turisti? Per far vedere loro "i prodotti della storia", come recita un depliant diffuso da un gruppo di ristoratori di Predappio? Gli diremo: "Sì, sì, la memoria, ma qui si tratta di economia”?

Si vuol mettere a profitto il fatto di aver dato i natali al fondatore del fascismo? Quei depliant forniscono già la mappa dei “prodotti della storia”, dalla cripta di Mussolini con le sue pareti di ex-voto di camerati, alle architetture razionaliste, alla casa natale del duce dove poter vedere mostre come quella sulla “campagna del grano”. E a quel punto, perché non fare una visita al megastore fascista in cui si possono vedere dal vivo gli squadristi che si salutano con "a noi"?
È una fiera permanente del Ventennio quella che si vuole allestire un pezzo alla volta? E allora, sì, quale migliore pubblicità di un faro che spinga la sua curiosa luce lungo tutta la riviera. E il museo sul fascismo che si sta progettando potrà evitare di diventare un padiglione di tale fiera?

No, non accendiamo quel faro.
Non profaniamo il luogo in cui Antonio Carini, uno dei massimi dirigenti della Resistenza italiana, catturato dai fascisti, fu torturato con una ferocia forse senza pari nell'Italia di quegli anni, per poi essere scaraventato da un ponte sul greto del fiume e sfigurato a colpi di pietra.
Non vendiamo l'onore di una terra che dal Risorgimento in poi si è coperta di gloria associando indissolubilmente il suo paesaggio e la sua storia al nome di Mussolini.
Non facciamo di Forlì e delle sue vallate un posto di cui vergognarsi in un'Europa che sul riconoscimento delle proprie colpe ha costruito le sue democrazie e sta cercando di costruire la sua unità.

No, non accendiamo il faro del dittatore.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Marzo 2017 10:35
 


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Mi raccomando a tutti che non lasciate spegnere quella piccola luce di fede e di speranza che è stata accesa nel nostro paese. Jacopo Lombardini

("cappellano" valdese e commissario politico)

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