ANPI - ANPPIA Comitato Provinciale di Bologna

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Scomparsa compagno Graziano Zappi

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COMUNICATO


Con grande tristezza abbiamo appreso la scomparsa del compagno Graziano “Mirco” Zappi, figura infaticabile di partigiano e antifascista, divulgatore della storia e dei valori della Lotta di Liberazione. Riconosciuto partigiano col grado di sottotenente dal 28 gennaio 1944 al 14 aprile 1945, ed insignito della Croce al Merito di Guerra, militò inizialmente nella 8° Brigata Garibaldi per confluire poi nella 36° Garibaldi “Bianconcini”. Alla fine del giugno 1944 si unì con funzioni di vice commissario politico al distaccamento imolese della 7° brigata GAP “Gianni” Garibaldi, e nel gennaio 1945 fece parte della CRI per soccorrere le vittime civili lungo la linea del fronte sul fiume Senio.

L'ANPI provinciale di Bologna si unisce al dolore della famiglia, alla quale vanno le più sentite condoglianze e il messaggio che ANPI e la comunità degli antifascisti e delle antifasciste è e sarà sempre la vostra casa.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Novembre 2017 13:38
 

5 per mille all'ANPI

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Destinare il 5 per mille della dichiarazione dei redditi 2014 all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia è semplice:

Nel quadro Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’Irpef dei Modelli CUD, 730-1 e Unico apponi la tua firma solo nel primo dei tre spazi previsti, quello con la dicitura "Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociali, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997”


5 per 1000


Sotto la firma inserisci il Codice Fiscale dell’ANPI: 00776550584


Ultimo aggiornamento Martedì 13 Maggio 2014 15:53 Leggi tutto...
 

Carla Nespolo eletta presidente nazionale dell'ANPI

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Il Comitato Nazionale ANPI, a seguito delle previste dimissioni di Carlo Smuraglia che nel Congresso di Rimini del 2016 accettò il rinnovo dell'incarico seppure a termine, ha proceduto alla elezione del nuovo presidente nazionale dell'ANPI.

È stata votata all'unanimità Carla Nespolo, prima presidente dell'ANPI donna e non partigiana.

Carlo Smuraglia è stato, sempre all'unanimità, nominato presidente emerito affinché continui una proficua collaborazione con particolare riferimento a specifici temi quali l'attuazione della Costituzione, l'impegno antifascista e la realizzazione del Protocollo ANPI-MIUR.


Carla Nespolo è nata a Novara il 4 marzo 1943 e risiede ad Alessandria. È laureata in Pedagogia ed è un'insegnante.

È stata la prima parlamentare comunista piemontese. Di famiglia partigiana e antifascista. Lo zio (fratello di sua madre) Amino Pizzorno (nome di battaglia Attilio) è stato vice-comandante della VI (sesta) zona partigiana, operante tra Piemonte e la Liguria. 

Carla Nespolo ha ricoperto, sin da giovane, incarichi istituzionali e politici: dal 1970 al 1975 è stata consigliera provinciale di Alessandria; dal 1975 al 1976, assessore all'istruzione della Provincia di Alessandria; dal 1976 al 1983, deputata della Repubblica Italiana, per due legislature; dal 1983 al 1992, senatrice della Repubblica, per due legislature.

Dal 1976 al 1979 e' stata segretaria della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, presieduta da Nilde Iotti.
Nelle due legislature successive, sia alla Camera che al Senato, ha ricoperto il ruolo di vice-presidente della Commissione Istruzione. Dall'87 al '92, al Senato, è stata vice-presidente della Commissione Ambiente.

È stata relatrice della legge per la riforma della scuola secondaria superiore, componente della Commissione di Vigilanza Rai e relatrice di numerose proposte di legge sui diritti delle donne. Ha fatto parte della Commissione speciale per la legge di parità uomo-donna nel lavoro. 

Ha presentato numerose proposte di legge, molte delle quali sono diventate legge dello Stato, come la legge per elevare sino a 35 anni l'età per partecipare a concorsi nel pubblico impiego; la legge quadro per la formazione professionale e la legge per il decentramento universitario piemontese.
Ha partecipato ai lavori parlamentari per le legge contro la violenza sessuale e per l'informazione sessuale nelle scuole. È stata protagonista di importanti battaglie ambientali, come quella contro l'ACNA di Cengio e firmataria della legge per la tutela degli animali.

Dal 2004 è presidente dell'Istituto per la storia della Resistenza e della Società Contemporanea in Provincia di Alessandria e dal 2011 è una dei vice-presidenti nazionali dell'ANPI.


Appena eletta ha dichiarato che essere antifascisti oggi significa essere contro il razzismo, contro chi approfitta della crisi sociale per far regredire politicamente, culturalmente e moralmente il nostro Paese e che il compito dell'ANPI è praticare la memoria del passato per agire oggi combattendo tutte le forme in Italia e in Europa dei risorgenti fascismi e delle nostalgie razzistiche.

Ha aggiunto che la sua elezione a presidente nazionale dell'ANPI è un omaggio al ruolo fondamentale avuto dalle donne nella Resistenza.



Ultimo aggiornamento Domenica 05 Novembre 2017 11:43
 

Documento del Comitato nazionale ANPI sull'esito del referendum del 4 dicembre

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Pubblichiamo di seguito il testo del documento uscito dall'ultimo incontro del Comitato nazionale dell'ANPI.


II Comitato nazionale dell'ANPI prende atto con soddisfazione dell'esito del voto del 4 dicembre e ritiene che lo stesso abbia espresso con chiarezza la volontà di gran parte dei cittadini e delle cittadine di rispettare la Carta costituzionale, consentendo solo a revisioni puntuali, circoscritte e condivise, che ne osservino lo spirito. Da quel voto, peraltro, si ricava anche una importante volontà di partecipazione, nonché - implicitamente - una richiesta di rispetto, ma anche di piena attuazione della Costituzione.

L'ANPI ringrazia tutti coloro che, membri di associazioni, di organismi amici e semplici volontari, hanno lavorato con intensità, continuità ed intelligenza; rimarca in particolare l'impegno davvero straordinario di migliaia di attivisti e dirigenti locali della nostra Associazione grazie a cui è stato possibile svolgere una campagna referendaria in modo capillare su scala nazionale con spirito critico, passione, entusiasmo, abnegazione.

L'ANPI sottolinea la necessità e l'urgenza di una risposta alle più profonde attese del popolo italiano, ispirandosi ai contenuti, ai principi, ai valori della Carta Costituzionale, soprattutto là dove si esalta il valore del lavoro, la dignità della persona, la tutela della salute, dell'ambiente, dei beni culturali, in una prospettiva di sviluppo del Paese, in un contesto di libertà e di uguaglianza, di migliori condizioni di vita per la collettività e di migliori opportunità per i giovani.

A queste esigenze, I'ANPI non mancherà di dare il suo contributo, nel quadro della sua identità e della sua autonomia, puntando su una migliore e più diffusa conoscenza della Costituzione, sullo sviluppo – nel Paese – di un vero "patriottismo costituzionale", sull'attuazione – attraverso una politica rigenerata ed eticamente qualificata – di quelle misure che non solo possano rilanciare l'economia del Paese, ma rivalutare il lavoro rendendolo dignitoso, e che diano ai giovani garanzia di sicurezza e di possibilità di libera espressione della propria personalità. Il tutto, nel contesto di una Europa capace di liberarsi degli egoismi, dei nazionalismi e delle spinte autoritarie, ritrovando quella unità che fu il sogno di Ventotene e che deve essere contrassegnata da un forte profilo di socialità.

Impegna tutta l'Associazione a muoversi su questa linea, confrontandosi con i cittadini e le cittadine e gli interlocutori disponibili al dialogo, ma restando sempre legata alla sua identità ed alle sue finalità di fondo, a partire dalla memoria attiva, dall'esercizio della coscienza critica, dalla difesa degli interessi collettivi, nella piena valorizzazione dei principi di uguaglianza e di solidarietà.

Nel fiorire di diverse posizioni e opzioni politiche, nel Parlamento, fra i partiti, e nelle Associazioni, I'ANPI – nella sua ferma e imprescindibile autonomia – considerando conclusa l'esperienza dei Comitati referendari, resterà fedele alle sue finalità statutarie ed alla sua stessa natura, maturata in tanti anni di lavoro, di esperienza, di iniziative.

Indipendentemente dalla data più o meno vicina delle elezioni, ciò che conta è un assetto istituzionale in grado di affrontare i problemi di fondo della nostra economia e della nostra società a partire dai due grandi temi dell'eguaglianza e della rappresentanza, dando così concrete risposte alle attese ed alle speranze manifestate dalla volontà popolare col voto del 4 dicembre.

Dovranno, poi, essere irrobustiti i rapporti che si sono creati positivamente, nel periodo referendario, con altre Associazioni, a partire innanzitutto dalla CGIL, dall'ARCI e da Libertà e Giustizia. Con loro, potremo portare avanti, con unità di intenti, quegli spunti già emersi in questi mesi, sulla piena attuazione della Costituzione e sui suoi fondamentali valori.

Per quanto riguarda alcune diversità di posizione manifestatesi nell'ambito del referendum anche all'interno dell'ANPI, si riafferma il suo pluralismo, assieme alla rigorosa necessità del rispetto delle regole che sono quelle minime per l'esistenza effettiva dell'Associazione. Il risultato referendario è oramai un dato acquisito. Occorre perciò con coerenza guardare al domani. Sarà di conseguenza necessaria una grande discussione di chiarimento e di approfondimento politico, in tutti gli organismi e in tutte le sedi dell'ANPI, sulle prospettive e sugli impegni di lavoro, non meno che sulle regole, anche attraverso specifici percorsi formativi, nell'intento di continuare – tutti insieme – nel cammino di sempre, con una convinta partecipazione.

Roma, 9 dicembre 2016

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Dicembre 2016 14:35
 

70 ° Anniversario delle stragi nazifasciste di Ca Berna e Ronchidoso

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Bologna, 25 settembre 2014

Comunicato stampa

70 ° Anniversario
delle stragi nazifasciste
di Ca Berna
e Ronchidoso


Il 27 e 28 settembre prossimi saranno ricordate le stragi nazifasciste avvenute nel settembre del  1944 a Ca’ Berna ed a Ronchidoso.
Si inizia con sabato 27 settembre alle ore 9 con la deposizione di corone al cimitero di  Vidiciatico, per seguire, alle ore 9,45, con il ritrovo a Ca’ Gianninoni per raggiungere in corteo il luogo dell’eccidio a Ca’ Berna.
Alle 10,30 Santa Messa a Ca’ Berna e alle 11 saluto del sindaco di Lizzano in Belvedere Elena Torri, con l'intervento di Gianluigi Amadei vice presidente dell'ANPI provinciale.
Alle ore 17 presso il cinema teatro “La Pergola” sarà presentato lo spettacolo teatrale dal titolo “Gli eccidi di Ca Berna e Ronchidoso: la storia, le testimonianze, il ricordo”, durante il quale Ivano Marescotti leggerà brani tratti dal libro di  Pier Giorgio Ardeni “Cento Ragazzi e un Capitano”,  con musiche dal vivo di Carlo Maver.
Domenica 28  settembre a Ronchidoso di Gaggio Montano, annuale raduno della Brigata Giustizia e Libertà ”Montagna” che prevede alle ore 10 la Santa Messa presso la chiesa di Ronchidoso ed alle ore 11 la manifestazione che si terrà presso il monumento alla Brigata con la partecipazione della  sindaco di Gaggio Montano Maria Elisabetta Tanari e gli interventi di Gianluigi Amadei e di Pier Giorgio Ardeni.

 


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mi ricordo di essere caduta almeno due o tre volte il giorno della Liberazione. Era l’emozione? Fu una cosa talmente... io non so come descriverla perché fu una gioia così grande il pensare che la guerra era finita e che i tedeschi erano partiti, che i fascisti erano sconfitti, fu una cosa enorme. Tutto questo popolo di gente, io non capivo più niente, correvo dalle Due Torri a Piazza Maggiore.La gente cominciava a portare i santini, le fotografie e li attaccavano lì al muro del Palazzo del Comune. Fu una roba! E poi chi piangeva, perché la gioia fa anche piangere e poi molti non c’erano più. Diana Sabbi, Medaglia d’argento al valor militare

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