Martedì 29 Gennaio 2013 10:49
redazione
La dichiarazione di ieri di Berlusconi è così mostruosa che si potrebbe lasciarla perdere, anche per non assecondare la sua ricerca di pubblicità.
Ma un minimo di riflessione ci vuole, perché la frase non è sfuggita a caso, ha tutta l'aria di essere premeditata, cogliendo l'occasione della presenza di molta stampa nel luogo dove si inaugurava il Museo della Shoah; ma dietro, c'è comunque un mondo, un modo di pensare. Si diceva una volta che Omero è sempre Omero anche quando sonnecchia. Questa frase si adatta perfettamente al caso di Berlusconi che, anche quando dormicchia (come ha fatto ieri) durante la cerimonia, tuttavia è sempre lui, cioè - alla fine - uno che pensa davvero che Mussolini abbia "fatto bene" a prescindere dalle leggi razziali. E i 3000 morti prima ancora di prendere il potere? E i tantissimi anni di carcere irrogati dai Tribunali speciali agli antifascisti e il confino agli oppositori? E la guerra disastrosa e perduta? Chiaramente Berlusconi pensa che tutto questo non rappresenti nulla. Il guaio è che, in questo campo, si va molto al di là della boutade, perché c'è chi ascolta con piacere e si sente appoggiato. Sarà stato un bel giorno, ieri, per Casa Pound, per i fascisti del terzo millennio, per tutti coloro che sognano impossibili ritorni. Ed è questo il guaio maggiore: l'incoraggiamento e il sostegno, diretto o indiretto, che si dà ai neofascisti, ai nostalgici, ai (quasi) indifferenti.
E questo è grave e pericoloso e va detto con forza, anche se Berlusconi sarà contento, comunque, di essere finito - come voleva - sui giornali.
Carlo Smuraglia Presidente Nazionale ANPI
Ultimo aggiornamento Martedì 29 Gennaio 2013 11:09
Giovedì 28 Luglio 2011 09:47
redazione
Si comunica la seguente iniziativa: PER NON DIMENTICARE Il Centro Sociale Villa Torchi, invita Soci e Cittadini a presenziare il giorno 31 luglio 2011 alle ore 10 alla posa di una corona sul rinnovato monumento sito all’interno del parco del Centro Sociale, dedicato ai bambini vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Interverranno alla cerimonia: Paolo Bolognesi - Pres. Ass. Familiari Vittime Strage Maurizio Cevenini - Consigliere Regione Emilia Romagna Edgarda Degli Esposti - Consigliere Provincia di Bologna Amelia Frascaroli - Assessore Comune di Bologna Massimo Peron - Consigliere Quartiere Navile Vincenzo Alberti - Presidente Co. Ind. soc. coop .r. l. Giovanni Cuppini - Vice Presidente ANCeSCAO Bologna Bruno Pallotti - Pres. Centro Sociale Villa Torchi Centro Sociale Ricreativo Culturale “VILLA TORCHI” 40128 Bologna – Via Colombarola, 40 Tel. 051 32.35.39 - Fax 051 32.03.58
Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Luglio 2011 09:55
Venerdì 04 Marzo 2011 10:56
redazione
Nella lotta partigiana, nella Resistenza, le donne hanno avviato da protagoniste, alla pari degli uomini, un cammino di emancipazione e liberazione che, proseguito negli ultimi 60 anni, ha segnato la società italiana di conquiste di giustizia, di libertà e di civiltà. Donne di generazioni diverse che insieme lavorano, con sentito impegno civile, all'interno di un'associazione nata dopo la Resistenza.
Questa “singolarità” fa dell'ANPI un luogo di valori forti e profondi che uniscono il filo della vita di tante generazioni. Tenendo per mano questo prezioso filo che le ha fatte incontrare, le donne dell’ANPI lavorano su proposte ed iniziative culturali e sociali attraverso le quali portano avanti gli ideali e i principi sanciti dalla Carta Costituzionale. Lavorando insieme si sono conosciute, confrontate e reciprocamente arricchite delle loro differenze. Attraverso le loro diverse esperienze cercano di favorire e stimolare un processo di ricomposizione e di solidarietà tra le donne, di individuazione di comuni obiettivi, di ampliamento della partecipazione attiva.
Ultimo aggiornamento Sabato 05 Marzo 2011 10:37
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Venerdì 04 Marzo 2011 09:29
redazione
Giunga alle compagne partigiane e antifasciste in questo 8 marzo il saluto augurale e i sentimenti di solidarietà della presidenza dell’ANPI provinciale di Bologna. L’eccezionale mobilitazione che il 13 febbraio ha invaso le strade e le piazze di Bologna e di tante altre città in risposta all’appello “Se non ora, quando” ha dato la misura della grande forza democratica rappresentata dalle donne italiane di ogni generazione.
Con questo scatto di indignazione di fronte alla devastazione dell’immagine della donna che si insinua negli stili di vita, nell’etica e nella cultura nazionale le donne hanno reclamato rispetto per se stesse e, nel contempo, rispetto e dignità per tutti noi, uomini e donne, di questo Paese.
Le donne italiane hanno conquistato un posto nella società grazie al proprio impegno, alle capacità e alla passione civile. La crisi economica e sociale e l’attuale momento politico costituiscono un freno e anzi fanno arretrare le condizioni raggiunte. La questione femminile è ritornata per tutti questi motivi centrale: sarà dunque iscritta fra i punti programmatici del XIV congresso nazionale dell’ANPI.
Il Presidente William Michelini
Domenica 20 Febbraio 2011 18:24
redazione
Questo articolo è dedicato ad una delle tante associazioni che rendono ancora oggi Bologna una città vivace e solidale: la Fiacca e Debolezza.
Il nome è buffo, fa immediatamente simpatia, ancora di più dopo aver saputo che si tratta di una società podistica! Il loro simbolo, il piedone dolorante e col callo, rende ancora di più giustizia al loro spirito autoironico ed irrimediabilmente allegro e "compagnone".
Ma questo non esclude che i fiacchini, come si chiamano tra loro, quando si tratta di cose serie come l'impegno civile, l'antifascismo, la storia, siano sempre presenti, con determinazione e passione.
Diamo per un attimo la parola direttamente a loro, con qualche frase tratta dal loro sito, per presentarsi: (la Fiacca e debolezza) Pratica un podismo in linea col proprio nome… un podismo concepito come sana camminata, senza velleità agonistiche, alla portata di tutti, raggruppando tante persone che non avrebbero altrimenti possibilità di praticare altri sport, ma cui piace la vita all’aria aperta, il camminare, la compagnia e l’amicizia con tanti altri. Non rinuncia comunque ad un settore agonistico ed a quello delle lunghe distanze, con una pattuglia di specialisti che si cimenta appunto in gare e maratone con notevoli risultati.
aggiungiamo a questo che la Fiacca è anche organizzatrice di una miriade di iniziative, anche benefiche: spettacoli teatrali, lungo e corto metraggi, nonchè le Fiakkiadi, "mitica" festa campestre con una "disfida" a squadre in perfetto stile Giochi senza frontiere. Ma veniamo al motivo per cui abbiamo voluto presentare questa associazione. Come dicevamo è in prima fila su temi che ci stanno molto a cuore, a cominciare dall’importante Raduno di Staffette per la strage del 2 agosto 1980. Organizza inoltre autonomamente un staffetta da Bologna alla stazione di S.Benedetto Val di Sambro in occasione dell’anniversario della strage del treno Italicus, e una marcia – pellegrinaggio dall’ex carcere di S.Giovanni in Monte a Sabbiuno per onorare i centro partigiani trucidati.
Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Febbraio 2011 12:11
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Mercoledì 14 Aprile 2010 17:11
redazione
Il Comitato Nazionale dell’ANPI, riunitosi il 6 aprile u.s., prende atto della decisione del Ministro dell’Istruzione di reinserire il tema dell’Antifascismo, della Resistenza e della Lotta di Liberazione negli orientamenti didattici elaborati dalla competente commissione ministeriale.
Considera questo un passo significativo per completare un impianto culturale inadeguato all’origine a comprendere pienamente la storia del novecento.
La Resistenza e la Lotta di Liberazione hanno un valore educativo-patriottico perché rappresentano l’unità delle donne e degli uomini che si opposero al nazifascismo in nome di una nuova società assolutamente democratica: le partigiane e i partigiani e la popolazione antifascista che li sostenne, i patrioti, gli IMI, i gruppi di combattimento, i militari in Italia e all’estero, i deportati nei campi fascisti e nazisti, gli internati e, infine, anche la popolazione civile fecero una lotta contro Germania e R.S.I. in nome dell’Italia intera e seguendo le disposizioni del legittimo governo italiano che aveva dichiarato guerra alla Germania il 13 ottobre del ’43.
A Parigi, al Trattato di pace del ’47, le potenze vincitrici riconobbero all’Italia la qualifica di Paese cobelligerante proprio per l’impegno, le vittorie e i martiri partigiani. Senza quella lotta, alla quale concorsero tante culture democratiche diverse, la Costituzione non avrebbe quei contenuti di civiltà e di democrazia che le sono riconosciuti in tutto il mondo democratico.
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