Venerdì 04 Marzo 2011 10:56
redazione
Nella lotta partigiana, nella Resistenza, le donne hanno avviato da protagoniste, alla pari degli uomini, un cammino di emancipazione e liberazione che, proseguito negli ultimi 60 anni, ha segnato la società italiana di conquiste di giustizia, di libertà e di civiltà. Donne di generazioni diverse che insieme lavorano, con sentito impegno civile, all'interno di un'associazione nata dopo la Resistenza.
Questa “singolarità” fa dell'ANPI un luogo di valori forti e profondi che uniscono il filo della vita di tante generazioni. Tenendo per mano questo prezioso filo che le ha fatte incontrare, le donne dell’ANPI lavorano su proposte ed iniziative culturali e sociali attraverso le quali portano avanti gli ideali e i principi sanciti dalla Carta Costituzionale. Lavorando insieme si sono conosciute, confrontate e reciprocamente arricchite delle loro differenze. Attraverso le loro diverse esperienze cercano di favorire e stimolare un processo di ricomposizione e di solidarietà tra le donne, di individuazione di comuni obiettivi, di ampliamento della partecipazione attiva.
Ultimo aggiornamento Sabato 05 Marzo 2011 10:37
Leggi tutto...
Venerdì 04 Marzo 2011 09:29
redazione
Giunga alle compagne partigiane e antifasciste in questo 8 marzo il saluto augurale e i sentimenti di solidarietà della presidenza dell’ANPI provinciale di Bologna. L’eccezionale mobilitazione che il 13 febbraio ha invaso le strade e le piazze di Bologna e di tante altre città in risposta all’appello “Se non ora, quando” ha dato la misura della grande forza democratica rappresentata dalle donne italiane di ogni generazione.
Con questo scatto di indignazione di fronte alla devastazione dell’immagine della donna che si insinua negli stili di vita, nell’etica e nella cultura nazionale le donne hanno reclamato rispetto per se stesse e, nel contempo, rispetto e dignità per tutti noi, uomini e donne, di questo Paese.
Le donne italiane hanno conquistato un posto nella società grazie al proprio impegno, alle capacità e alla passione civile. La crisi economica e sociale e l’attuale momento politico costituiscono un freno e anzi fanno arretrare le condizioni raggiunte. La questione femminile è ritornata per tutti questi motivi centrale: sarà dunque iscritta fra i punti programmatici del XIV congresso nazionale dell’ANPI.
Il Presidente William Michelini
Domenica 20 Febbraio 2011 18:24
redazione
Questo articolo è dedicato ad una delle tante associazioni che rendono ancora oggi Bologna una città vivace e solidale: la Fiacca e Debolezza.
Il nome è buffo, fa immediatamente simpatia, ancora di più dopo aver saputo che si tratta di una società podistica! Il loro simbolo, il piedone dolorante e col callo, rende ancora di più giustizia al loro spirito autoironico ed irrimediabilmente allegro e "compagnone".
Ma questo non esclude che i fiacchini, come si chiamano tra loro, quando si tratta di cose serie come l'impegno civile, l'antifascismo, la storia, siano sempre presenti, con determinazione e passione.
Diamo per un attimo la parola direttamente a loro, con qualche frase tratta dal loro sito, per presentarsi: (la Fiacca e debolezza) Pratica un podismo in linea col proprio nome… un podismo concepito come sana camminata, senza velleità agonistiche, alla portata di tutti, raggruppando tante persone che non avrebbero altrimenti possibilità di praticare altri sport, ma cui piace la vita all’aria aperta, il camminare, la compagnia e l’amicizia con tanti altri. Non rinuncia comunque ad un settore agonistico ed a quello delle lunghe distanze, con una pattuglia di specialisti che si cimenta appunto in gare e maratone con notevoli risultati.
aggiungiamo a questo che la Fiacca è anche organizzatrice di una miriade di iniziative, anche benefiche: spettacoli teatrali, lungo e corto metraggi, nonchè le Fiakkiadi, "mitica" festa campestre con una "disfida" a squadre in perfetto stile Giochi senza frontiere. Ma veniamo al motivo per cui abbiamo voluto presentare questa associazione. Come dicevamo è in prima fila su temi che ci stanno molto a cuore, a cominciare dall’importante Raduno di Staffette per la strage del 2 agosto 1980. Organizza inoltre autonomamente un staffetta da Bologna alla stazione di S.Benedetto Val di Sambro in occasione dell’anniversario della strage del treno Italicus, e una marcia – pellegrinaggio dall’ex carcere di S.Giovanni in Monte a Sabbiuno per onorare i centro partigiani trucidati.
Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Febbraio 2011 12:11
Leggi tutto...
Mercoledì 14 Aprile 2010 17:11
redazione
Il Comitato Nazionale dell’ANPI, riunitosi il 6 aprile u.s., prende atto della decisione del Ministro dell’Istruzione di reinserire il tema dell’Antifascismo, della Resistenza e della Lotta di Liberazione negli orientamenti didattici elaborati dalla competente commissione ministeriale.
Considera questo un passo significativo per completare un impianto culturale inadeguato all’origine a comprendere pienamente la storia del novecento.
La Resistenza e la Lotta di Liberazione hanno un valore educativo-patriottico perché rappresentano l’unità delle donne e degli uomini che si opposero al nazifascismo in nome di una nuova società assolutamente democratica: le partigiane e i partigiani e la popolazione antifascista che li sostenne, i patrioti, gli IMI, i gruppi di combattimento, i militari in Italia e all’estero, i deportati nei campi fascisti e nazisti, gli internati e, infine, anche la popolazione civile fecero una lotta contro Germania e R.S.I. in nome dell’Italia intera e seguendo le disposizioni del legittimo governo italiano che aveva dichiarato guerra alla Germania il 13 ottobre del ’43.
A Parigi, al Trattato di pace del ’47, le potenze vincitrici riconobbero all’Italia la qualifica di Paese cobelligerante proprio per l’impegno, le vittorie e i martiri partigiani. Senza quella lotta, alla quale concorsero tante culture democratiche diverse, la Costituzione non avrebbe quei contenuti di civiltà e di democrazia che le sono riconosciuti in tutto il mondo democratico.
Leggi tutto...
Venerdì 02 Aprile 2010 11:04
redazione
"L'Italia dal Fascismo alla Resistenza e le tappe di costruzione della democrazia repubblicana": torna nei programmi di storia delle quinte superiori la Resistenza!
E sì, perché era sparita: con un po' di "bianchetto idelogico" la ministra Gelmini aveva fatto sparire la parola Resistenza dai nuovi programmi ministeriali, sostenendo di fronte a quanti (tanti) si erano indignati che era sottintesa nelle "tappe e formazione dell'Italia repubblicana".
Una svista? Difficile immaginarlo. Un intenzionale "colpo di mano" revisionista, piuttosto. O forse una freudiana e spontanea rimozione, espressione di una cultura che non ce l'ha proprio nel dna il riferimento alla Resistenza, né tantomeno all'antifascismo (altra parola assente dal programma di storia).
Comunque sia, in quanto a provare, ci provano sempre... salvo scoprire che, come forse non si aspettavano, tante voci si sono levate indignate da questo colpo di mano, in primis ovviamente l'ANPI, con un duro comunicato, ma anche tanti esponenti politici (ma non dal centro destra) e - soprattutto - le associazioni studentesche: ragazzi e ragazze che non ci stanno a studiare la storia riveduta e corretta da "lorsignori",
Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Aprile 2010 11:39
Leggi tutto...
Venerdì 02 Aprile 2010 10:46
redazione
Scopriamo, con preoccupazione, profondo sconcerto e indignazione che, dopo aver ridotto drasticamente il tempo dell’insegnamento scolastico della storia, nei nuovi programmi dedicati alla materia, tra tutti i fondamentali “nuclei tematici”, non compaiono l’Antifascismo, la Resistenza e la Liberazione.
Si compie così un salto di ineguagliabile acrobazia storiografica tra il fascismo e la conquista della democrazia nel nostro Paese che non è certo sorta spontaneamente dal nulla. Un’omissione pensata, riflettuta fino alla sua codificazione, essendo impossibile immaginare un atto dell’ignoranza.
Scopriamo inoltre che dai consiglieri stessi del Ministro, On. Gelmini, arriva una giustificazione: “Lo studio della Resistenza è importante ed è previsto nelle nuove indicazioni nazionali”. Previsto, forse, ma non esplicitato. Perché?
Ebbene, in virtù dell’impegno prospettato dal Ministro di voler educare alla cittadinanza e alla Costituzione i nostri ragazzi ed essendo la Costituzione stessa - come ben si sa - nata dalla Resistenza, dal sangue di migliaia di combattenti per la libertà, l’ANPI chiede che nei programmi definitivi di storia si ponga immediatamente rimedio ad un vuoto grave al quale non è estranea l’accondiscendenza al revisionismo antistorico di un Governo
Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Aprile 2010 11:41
Leggi tutto...
|
|