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Home difendiamo la Costituzione "Italia verso un sistema autoritario" e i partigiani si mobilitano per il voto

"Italia verso un sistema autoritario" e i partigiani si mobilitano per il voto

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raimondo ricci presidente anpiGenova - I partigiani chiamano a raccolta "donne, uomini e giovani" perché, "coscienti della deriva anticostituzionale in atto" verso un sistema "autoritario e personale", usino tutti l'arma del voto. Un resistente di 89 anni come Raimondo Ricci, presidente nazionale dell'Anpi, lancia un appello pubblico inedito a una vera e propria mobilitazione, attraverso il voto alle regionali "al fine di contribuire al successo delle forze di opposizione all'attuale governo". "Finora questi appelli li abbiamo sempre indirizzati all'interno dell'associazione", spiega Ricci a Repubblica, "ma adesso è giusto uscire fuori, rivolgersi a chiunque condivida i nostri valori".

Alle elezioni bisogna andare a votare, scrive il presidente dell'Anpi, "perché si risveglino le coscienze e si abbandoni l'indifferenza verso la politica"; ma soprattutto, che quel voto sia "efficace e coerente con gli ideali e i principi che ispirano l'impegno politico della nostra associazione, al fine di contribuire al successo delle forze di opposizione all'attuale governo", un esecutivo "indifferente ai problemi reali della crisi", ma anche demagogo e populista, che "sta operando un pericoloso mutamento del nostro sistema democratico parlamentare verso un sistema autoritario e personale; un vero e proprio mutamento di regime che può avere, e in parte ha già avuto, gravissime conseguenze per l'intera comunità nazionale, tali da rievocare un pericoloso e persino drammatico passato".

Il fantasma del fascismo è reale, avverte Ricci, internato nei lager, avvocato e già senatore Pci; per questo l'appello si rivolge "a tutti i nostri concittadini, indipendentemente dalle loro idee e dalla loro collocazione politica" perché si comprenda "la natura vera della situazione in atto, e si realizzi una generale ripresa di condivisione, dignità e progresso del nostro paese" in base a forme e limiti previsti nella Costituzione. E siccome "tutela del lavoro, rispetto e promozione dei diritti inalienabili, rispetto delle istituzioni", dal Quirinale alla magistratura, sono "beni preziosi che devono essere condivisi e salvaguardati", bisogna andare a votare, senza esitazioni; "riservando il proprio voto alle liste e ai candidati che ai principi e alle regole della Costituzione ispirano i loro comportamenti e i loro programmi".

da La Repubblica, sabato 13 marzo p. 11

Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Marzo 2010 13:19  


“Uomini e donne di Bologna! Nel ricordo doloroso ma fiero dei nostri Caduti, nella coscienza dello sforzo immane onde la vita e il lavoro risorgono da tanti lutti e rovine, l'aureo simbolo del valore appuntato sul Gonfalone del Comune, sia a tutti monito di quanto la riscattata libertà costi al popolo, sia preciso impegno di difendere contro ogni oltraggio e contro ogni insidia il prestigio delle nostre libere popolari istituzioni repubblicane, sia a noi di auspicio e guida nel percorrere decisi ed uniti la via gloriosa delle civili feconde conquiste del lavoro, della scienza, delle arti, cui Bologna legò il proprio nome nei secoli”

Bologna, 24 novembre 1946, in occasione del conferimento della medaglia d'oro al valor militare alla città