(Editoriale del n. 1 del 2010 di Resistenza)
In primo luogo vorrei rivolgere un sincero augurio a tutte le forze politiche che ispirano il loro agire ai dettami della Costituzione repubblicana affinché possano ottenere dagli elettori il maggior numero possibile di consensi. La nostra Emilia Romagna, da sempre specchio di democrazia e dell'attività di chiara impronta antifascista, merita che abbia continuità tale linea di governo, che l'ANPI apprezza largamente.
Un governo regionale proiettato in chiave di innovazione e sviluppo - civile, economico, culturale - raccogliendo le proposte e le attese che sorgono incessantemente dalla società.
Valutiamo però con grande piacere quanto il presidente Vasco Errani, con la sua dichiarazione per Resistenza (a pag. 3 di Resistenza) contenente le idee che animano il lavoro suo e della compagine politica di cui è alla testa. Sappiamo bene che si tratta di un lavoro difficoltoso in un quadro economico - quindi sociale - difficile, sia in Italia che a livello internazionale e che non lascia indenne l'Emilia – Romagna.
Ciononostante, ripetiamo, passi in avanti sono stati fatti e altri ancora potranno essere compiuti con l'appoggio degli elettori col voto del 28 e 29 marzo.
All'importante appuntamento mancherà la rilevante quota di voti concernenti il rinnovo del Consiglio comunale, della carica del sindaco, dei Consigli di quartiere della città di Bologna. La grave crisi in atto, tanto inaspettata quanto – temiamo – di non rapida soluzione, amareggia profondamente gli ex partigiani e gli antifascisti dell'ANPI. La nostra condivisione per il programma che ci venne illustrato alla vigilia delle ancor recenti elezioni amministrative, la fiducia riposta nelle donne e degli uomini che manifestarono la volontà di sostenerlo, furono espressi con convinzione ed ancora oggi – fatte salve talune, gravi, riserve per quanto tale crisi ha generato – non abbiamo motivo per ignorare l'una e l'altra.