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L'ANPI parte civile al processo su Cefalonia

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ufficiali uccisi a Cefalonia

Il 5 maggio 2009 si è celebrata presso il Tribunale militare di Roma l’udienza preliminare relativa al procedimento per l’accertamento delle responsabilità della strage di Cefalonia, consumatasi in Grecia nel settembre del 1943 e in cui, com’è noto, sono stati barbaramente uccisi militari prigionieri italiani in numero imprecisato per mano delle forze armate tedesche.

All’esito dell’attività di indagine, che si è concentrata anche sulla valutazione delle analisi storiche esistenti in materia, il Pubblico ministero, dott. Gioacchino Tornatore, è pervenuto alla ricostruzione dei fatti, individuando le responsabilità dei militari tedeschi che si fecero esecutori dell’ordine impartito dal Fuhrer di uccidere i militari italiani rei di aver tradito l’alleanza con la Germania.

Molti di questi militari tedeschi sono, oggi, deceduti e, difatti, il processo vede come imputato l’unico superstite, Leonhard Ottmar Muhlhauser, che era in servizio nelle forze armate tedesche, con il grado di Sottotenente e l’incarico specifico di Ufficiale portaordini  (Odonnansoffizier) presso il III Btg. del Gebirgsjager-Regiment 98° (98° Reggimento dei Cacciatori delle Alpi).

Nel corso dell’udienza, oltre ai familiari delle vittime dell’eccidio, si sono costituiti parte civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso l’Avvocatura dello Stato e l’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), attraverso l’Avv. Emilio Ricci. Il Giudice dell’udienza preliminare, dott. Antonio Lepore, ha ammesso la costituzione dell’A.N.P.I. in virtù del fatto che essa, dopo la conclusione del secondo conflitto bellico, ha riunito tutti coloro che hanno partecipato con azione personale diretta alla guerra contro il nazifascismo.

L’A.N.P.I. intende evidenziare l’alto significato che la costituzione di parte civile riveste, non solo sul piano processuale ma soprattutto come tributo a quegli italiani che hanno perso la vita nella strage di Cefalonia e come segnale dell’affermazione di quei valori di libertà, giustizia e democrazia, ispiratori della lotta partigiana e oggi ancora fortemente attuali contro ogni forma di totalitarismo.

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Maggio 2009 08:23  

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