ANPI - ANPPIA Comitato Provinciale di Bologna

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home antifascismo oggi Un filo rosso ci unisce

Un filo rosso ci unisce

E-mail Stampa PDF

partigiani e giovani uniti da un filo rossoUnisce donne e uomini che da partigiani hanno combattuto a chi oggi vive e pensa da antifascista; unisce i valori della Resistenza a quelli dell’associazionismo, unisce la memoria di chi ha dato la vita per la giustizia e la libertà al presente di chi si batte per il rispetto dei diritti umani e per una società più giusta e accogliente: vogliamo che di questo filo sia fatta la trama del nostro futuro. È l’ANPI che tesse questa tela, partigiani e antifascisti insieme.

Ed è per questo che, a noi della sezione San Donato “Casali-Romagnoli” di Bologna, è sembrato bello e significativo unire in un unico evento due momenti - uno che ricorda e onora il passato ed uno che prepara il futuro: domenica 22 novembre verranno consegnate le tessere ad honorem ai parenti dei partigiani caduti nella Resistenza della ex- sezione Romagnoli e nella stessa mattinata avvieremo il tesseramento per il 2010.

Invitiamo quindi gli iscritti che devono rinnovare la tessera e tutti coloro che vogliono iscriversi per la prima volta e unirsi all’A.N.P.I. a venire la prossima domenica nella sala consiliare del Quartiere San Donato.

E sono i benvenuti tutti coloro che vogliono condividere con noi un momento di ricordo dei nostri caduti ma anche una riflessione sulle pratiche di antifascismo per l’oggi: il presente, il futuro hanno più che mai bisogno di antifascismo ed è necessario continuare a ricordare e raccontare, trasmettere e difendere i valori della Resistenza - democrazia, diritti umani, dignità della persona - perché questi valori non sono “roba da museo”! Sanno interpretare il presente, possono dare le risposte che le nuove generazioni in questi tempi smarriti cercano.

L’A.N.P.I. è il luogo ideale di condivisione/trasmissione di un modo di essere resistenti che è vivo ed attuale,che arriva direttamente dalle scelte di vita e le idee dei partigiani, che si rinnova e cresce nelle scelte e le idee degli antifascisti, nuovi iscritti all’Associazione Partigiani.

Per questo ci è sembrato significativo, in questa occasione, raccontare la storia di Arrigo Diodati “Franco”, raccontata dall’ARCI in un bel documentario che verrà proiettato nel corso dell’iniziativa: Arrigo è stato partigiano e fondatore dell’ARC, un perfetto legame tra valori della Resistenza e valori dell’associazionismo, tra la scelta di combattere per difendere quei valori e il sentimento di trasmetterli, nei fatti, ai giovani.

Domenica 22 novembre ore 10,00

Sala Consiliare del Quartiere San Donato in via Garavaglia n. 7

  • ore 10,00 :: consegna tessere ANPI ad honorem ai parenti dei partigiani morti nella Resistenza
  • ore 11,00 :: proiezione  “Il filo rosso”: la storia di Arrigo “Franco” Diodati, partigiano e fondatore dell’ARCI presenta Giovanni De Rose, presidente ARCI Bologna, direttivo sezione ANPI Casali-Romagnoli di San Donato
  • a seguire :: aperitivo

 


I caduti che ricorderemo, con i loro parenti sono donne ed uomini, giovani ed anziani, a volte intere famiglie, alcuni caduti combattendo, altri assassinati dai nazifascisti in eccidi, altri ancora nei campi di sterminio: nomi che non dobbiamo dimenticare, che elenchiamo qui.

Per chi volesse saperne di più, ogni nome è un link per la pagina ad esso dedicata del Museo Virtuale della Certosa per i caduti nella lotta di Liberazione 1943-1945:

  • Baccolini Otello, Brigata 7^ GAP, caduto a Bologna l'1 settembre 1944
  • Baratti Bernardini Romolino, Brigata 7^ Modena, caduta a Ca' Berna Lizzano in Belvedere il 27 settembre 1944
  • Baroncini Adelchi, Brigata 7^ GAP, caduto a Mathausen il 3 gennaio 1945
  • Baroncini Jole, Brigata 7^ GAP, dispersa a Rawensbrük il 21 aprile 1945
  • Benassi Celso, Corpo Volontari della Libertà, caduto a Senzano l'1 febbraio 1945
  • Benini Teresa, Brigata 7^ GAP, caduta in Germania, campo di concentramento il 26 gennaio 1945
  • Bentivogli Renato, Brigata Irma Bandiera, caduto a Bologna il 30 agosto 1944
  • Bernardini Augusta, Brigata 7^ Modena, caduta a Ca' Berna Lizzano in Belvedere il 27 settembre 1944
  • Bernardini Clementina, Brigata 7^ Modena, caduta a Ca' Berna Lizzano in Belvedere il 27 settembre 1944
  • Bernardini Delia, Brigata 7^ Modena, caduta a Ca' Berna Lizzano in Belvedere il 27 settembre 1944
  • Bernardini Lia, Brigata 7^ Modena, caduta a Ca' Berna Lizzano in Belvedere il 27 settembre 1944
  • Bernardini Maria, Brigata 7^ Modena, caduta a Ca' Berna Lizzano in Belvedere il 27 settembre 1944
  • Burchi Domenica, Brigata 7^ Modena, caduta a Ca' Berna Lizzano in Belvedere il 27 settembre 1944
  • Calore Sergio, Brigata Corsini MO, caduto a Monte Belvedere il 25 novembre 1944
  • Chiarini Daniele, Brigata 7^ GAP, caduto alla Bolognina il 15 novembre 1944
  • Guernelli Guido, Brigata 7^ GAP, caduto a Porta Lame il 7 novembre 1944
  • Meliconi Gastone, Brigata Giustizia e Libertà, caduto a Monte Acuto Alpi Lizzano in Belvedere il 16 luglio 1944
  • Meliconi Giuliano, Brigata Giustizia e Libertà, caduto a Monte Acuto Alpi Lizzano in Belvedere il 16 luglio 1944
  • Musi Giocondo, Brigata Irma Bandiera, caduto a Bologna il 30 agosto 1944
  • Musi Paride, Brigata Stella Rossa, caduto a Bulzanella il 18 luglio 1944
  • Pinardi Bruno, Brigata Irma Bandiera, caduto a Bologna alla Casa Buia il 13 dicembre 1944
  • Pinardi Wanes, Brigata Irma Bandiera, caduto a Bologna alla Casa Buia il 13 dicembre 1944
  • Romagnoli Dino, Brigata 7^ GAP, caduto a Bologna il 18 aprile 1945
  • Rubbini Lino, Brigata 5^ Bonvicini, caduto a Bologna il 12 novembre 1944
  • Simoni Pietro, Brigata 4^ Venturoli, caduto a Bologna in via Pioppe il 12 luglio 1944
  • Tagliavini Corrado, Brigata Divisione Modena, caduto a Ospedaletto il 26 agosto 1944
  • Torreggiani Renato, Brigata 36^ Bianconcini, caduto a Ca' di Malanca Puracelo il 13 ottobre 1994
  • Venturi Luciano, Brigata 66^ Jacchia, caduto a Gusen il 7 aprile 1945

Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Novembre 2009 18:21  


Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col timore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti. Primo Levi