Venerdì 05 Novembre 2010 12:35
Ezio Antonioni
La fibrillazione incessante che sconquassa il versante di centrodestra della politica non solo tormenta gravemente la vita degli italiani, ma nello stesso tempo, rischia seriamente di mettere a repentaglio l’assetto democratico del Paese. Non ci stanchiamo di ripeterlo, oggi a maggior ragione visto il miserevole spettacolo che la malferma coalizione su cui poggia (ma quanto ancora?) l’attuale governo fa mostra di sé. Nel panorama all’attenzione internazionale, nel quale è ormai diuturno lo sbigottimento.
La rissosità, gli insulti, i ricatti, le interminabili campagne mediatiche demolitorie da parte di chi considera le istituzioni una proprietà privata, instillano veleni sempre più venefici. Mentre i problemi veri che angustiano le famiglie, il mondo del lavoro, la scuola, la ricerca scientifica, la giustizia chiaramente non interessano il presidente del Consiglio e tanto meno la Lega Nord quotidianamente impegnata a costringerlo a stare al passo. Agitandogli sotto il naso la minaccia della rottura della alleanza e della prospettiva elettorale. Il tutto condito con la più feroce denigrazione dell’unità nazionale e dei suoi simboli, che fa il paio con le esposizioni pressoché quotidiane in chiave di barzellettiere Di tutto ciò l’Italia soffre.
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Lunedì 06 Settembre 2010 08:36
redazione
C'è una esigenza assoluta, urgente, nel nostro Paese, che le forze sane, tutte, facciano sentire alta la loro voce (in parte già lo fanno).
Vanno avvertiti quei settori dell'opinione pubblica che restano adagiati nel torpore appositamente creato da chi prospera nell'immoralità, nel malaffare, nella corruzione. Sono la "cricca", sono la P. 3, termini non graditi ma quanto mai calzanti.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha vigorosamente posto l'accento sulla perniciosa attività di "squallide consorterie", che mettono a repentaglio la stabilità stessa della vita nazionale.
(Altro che "quattro pensionati sfigati" come l'attuale premier ha tentato volgarmente di minimizzare, o addirittura celare, l'azione di suoi sodali).
Chi, poi, dall'interno della stessa compagine governativa si è assunto il compito di indicare e combattere tali ambienti e persone, ha dovuto far fronte inizialmente ad una tambureggiante, violentissima offensiva mediatica, infine alla condanna decisiva: fuori di casa chi osa parlare!
Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Settembre 2010 08:41
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Venerdì 02 Luglio 2010 10:25
redazione
da l'Unità del 1 luglio 2010 - Non un tavolo da conferenze. Un tavolo da cucina: apparecchiato con bicchieri e vino, sopra una tovaglia a quadretti bianchi e rossi, per rimandare il contesto conviviale e accogliente che permette uno scambio sereno e sincero, fuori dall’ufficialità, un tavolo vero e sentito. L’obiettivo: tramandare la memoria. Assicurarla al futuro.
Nella Seconda Festa Nazionale dell’Anpi i partigiani raccontano di sé con intorno tanti ragazzi ad ascoltare: il tutto viene filmato ed andrà a comporre l’archivio documentale nazionale delle voci di chi fece la Resistenza contribuendo in modo importante a liberare il Paese dal nazifascismo. Un’iniziativa unica nel suo genere. «Seduti allo stesso tavolo», il titolo. È necessario lasciare traccia. Su questo tavolo abbiamo raccolto esperienze di Partigiani che, per la prima volta, hanno deciso di «mettere a disposizione» episodi ed esperienze mai raccontate prima.
Abbiamo ascoltato Pasquale Cinefra, di Alessandria, con gli occhi rossi e la voce spezzata ricordando quando gli toccò di riconoscere i compagni caduti nella battaglia della Benedicta oppure quando vide impiccato tra gli altri un suo amico di infanzia, il partigiano Ivan. Abbiamo registrato le fatiche e le vessazioni che il fascismo ha fatto subire e che quindi, ci ha detto Giovanna Stanka Hrovatin, «non potevo non essere antifascista». A quattordici anni questa donna nascondeva messaggi ed armi e faceva collegamento tra la città ed i gruppi partigiani. Ricorda che, oltre alle preoccupazioni, per sé era preoccupata anche per la madre che, malgrado tutto, la sosteneva in queste azioni. Le parole della libertà. Abbiamo sentito il racconto di una storia che sui libri si studia solo per grandi temi.
Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Luglio 2010 10:33
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Giovedì 24 Giugno 2010 15:52
redazione
Con questo titolo, che sottoscriviamo con tutto il cuore, l'Unità del 22 giugno pubblica l'articolo che segue, a firma di Stefania Scateni. Lo riportiamo salutando con gioia quest'iniziativa ed invitando le antifasciste e gli antifascisti che leggeranno, se non l'hanno già fatto, a non restare neppure loro alla finestra, ed unirsi all'ANPI.
«Non è tempo di stare alla finestra. Non è tempo di indifferenza né di ignavia, tantomeno di accidia. E' tempo di trasformare lo sconcerto, la rabbia e la paura, di scegliere se continuare ad affannarsi per nuotare in una marmellata culturale e politica che confonde verità e menzogna, libertà e sopruso, sfigurando il tutto in un grande schermo azzurro e piatto, oppure tirarsi fuori dal blob e dare aria al cervello. In poche parole, prendere posizione. C'è bisogno di rivivere il significato morale, prima ancora che politico, dell'antifascismo e della nostra Costituzione democratica. La ricchezza dell'insegnamento che ci arriva dalle donne e gli uomini che si sono schierati e hanno combattuto per costruirla vanno coltivati e ripresi, insegnati, testimoniati di nuovo.
Molti ragazzi italiani (come ci ha raccontato il 9 giugno Gabriella Gallozzi su questo giornale) lo hanno fatto iscrivendosi all'Anpi: tanti nuovi “antifascisti”, “volontari per la democrazia” nell’Associazione nazionale dei partigiani che, negli ultimi anni, ha aperto le porte anche a chi la Resistenza non l’ha vissuta. I partigiani hanno passato così il testimone a 110mila nuovi resistenti per continuare a far vivere la memoria della lotta per la democrazia, messa a rischio dalla graduale scomparsa dei protagonisti e dal violento revisionismo di regime. L'Anpi lancia inoltre una campagna con il coinvolgimento di artisti, scrittori e intellettuali. Nata da un'idea di Concita De Gregorio e Dacia Maraini, l’iniziativa è stata presentata ieri nella sede nazionale dell'Associazione.
Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Giugno 2010 16:09
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Lunedì 21 Giugno 2010 07:28
redazione
Conferenza stampa
"Io mi iscrivo all'ANPI perché la Resistenza non sia solo memoria del passato ma esercizio del presente"
Campagna di tesseramento degli artisti all’ANPI, da un’idea di Dacia Maraini e Concita De Gregorio
La conferenza stampa si terrà lunedì 21 giugno alle 12 nella sede nazionale dell’Associazione a Roma, in Via degli Scipioni 271.
Saranno presenti, tra gli altri: Dacia Maraini, Concita De Gregorio, Andrea Camilleri, Giuliano Montaldo, Giancarlo De Cataldo, Romana Petri, Rosetta Loy, Fabrizio Gifuni. Per l’ANPI interverrà Armando Cossutta, Vice Presidente Nazionale Vicario.
Hanno già aderito: Fiorella Mannoia, Mario Monicelli, Neri Marcorè, Simone Cristicchi, Emma Dante, Gigi Proietti, Moni Ovadia, Ugo Gregoretti, Marco Bellocchio, Giorgia, Monica Guerritore, Sabrina Ferilli, Massimo Carlotto, Emma Dante, Roberta Torre, Irene Grandi, Matteo Garrone, Roberto Citran.
Venerdì 11 Giugno 2010 07:04
redazione

Giovanni Bachelet, Oliviero Beha, Roberto Benigni, Bice Biagi, Giorgio Bocca, Luciano Canfora, Nando Dalla Chiesa, Don Andrea Gallo, Giuseppe Giulietti, Margherita Hack, Marco Paolini, Pietro Ingrao, Oscar Luigi Scalfaro, Michele Serra
sono
Italiani, di Costituzione
e aderiscono alla Seconda Festa Nazionale dell'ANPI
Ancona - Mole Vanvitelliana - 24/27 giugno 2010
Aderisci, partecipa, dichiarati
L'ANPI provinciale di Bologna organizzerà un pullman
per partecipare alla festa nella giornata di sabato 26 giugno.
Per informazioni e iscrizioni (fino all'esaurimento dei posti disponibili):
tel. 051.235615 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30)
oppure a questa
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Ultimo aggiornamento Sabato 22 Gennaio 2011 21:22
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