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antifascismo oggi

No alla manifestazione organizzata da Forza Nuova

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partigiani sfilano a milanoLe Associazioni partigiane e dei Deportati, in un incontro con il Prefetto di Milano dottor Gian Valerio Lombardi, svoltosi ieri in corso Monforte, hanno avanzato la richiesta al rappresentante del governo, nella sua veste di garante dell’ordine pubblico, di intervenire per sospendere la manifestazione promossa da Forza Nuova e da altre associazioni neonaziste d’Europa ed internazionali, che è in programma per domenica 5 aprile in un albergo di Milano.

Le Associazioni partigiane e dei deportati, domenica 5 aprile alle ore 11 si recheranno in Piazza della Scala per deporre una corona alla targa che ricorda Milano medaglia d’oro della Resistenza e, successivamente in corteo, alla Loggia dei Mercanti a deporne un’altra ove si ricordano le vittime milanesi del nazifascismo.

Milano 2 aprile 2009
Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Aprile 2009 13:44
 

appello: Milano rifiuta la manifestazione delle destre xenofobe d’Europa

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maanifestazione neonazistaDa settimane in rete circola l’inquietante notizia che il 5 aprile prossimo, a Milano, si svolgerà un “evento politico internazionale” promosso da Forza Nuova, con la partecipazione di esponenti del BNP (British National Party), del FN (Front National) e dell'NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands), che insieme a Forza Nuova rappresentano le destre estreme europee.

Sono note e conclamate le posizioni razziste, xenofobe, omofobiche,  negazioniste di queste organizzazioni, la simbologia, il linguaggio, le iniziative si richiamano molto spesso e senza ambiguità alla cultura, le idee e i valori neonazisti.

Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Marzo 2009 19:12 Leggi tutto...
 

da Milano “città Medaglia d’Oro della Resistenza” diciamo NO alla manifestazione fascista

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manifestazione neofascistaApprendiamo dalle agenzie di stampa e da alcuni quotidiani che il prossimo 5 aprile è in programma a Milano una manifestazione fascista internazionale promossa da “Forza Nuova”.Manifestazione che dovrebbe svolgersi a venti giorni dal 25 APRILE, data che segnò la fine della ventennale dittatura fascista, la conquista della libertà, della democrazia e della pace.

Lo svolgimento di un raduno fascista nella capitale della lotta di Liberazione e “medaglia d’ora della Resistenza” è una provocazione inaccettabile e vergognosa. L’ANPI Provinciale di Milano fa appello alle autorità preposte perché, sulla base delle norme costituzionali e delle  leggi Scelba e Mancino, sia evitata una simile offesa alla Città di Milano.

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Marzo 2009 16:13 Leggi tutto...
 

l’importanza dell’antifascismo

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staffetta partigiana alla LiberazioneIn questo momento la nostra nazione sta attraversando nuovi e forti pericoli che ne minacciano la democrazia e l'etica della convivenza. Registriamo una intensificazione degli attacchi alla Resistenza e alla Costituzione da parte della destra italiana forse non adeguatamente contrastata  da politici, organi di informazione e per certi aspetti taluni uomini  di cultura della sinistra.

Recentemente il presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini (terza autorità dello Stato ha dovuto pronunciarsi su deprecabili affermazioni fatte in una pubblica  cerimonia come il ricordo dell'8 settembre 1943 da due suoi colleghi di partito, uno Ministro, Sindaco della capitale d'Italia l'altro, che in quel momento avevano dimenticato di aver giurato fedeltà alla Costituzione.

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Marzo 2010 11:23 Leggi tutto...
 

scandaloso rigurgito fascista

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repubblichini e nazistiI La Russa, gli Alemanno e tutti coloro che nel periodo della R.S.I.( repubblica sociale italiana) 1943 – 1945 erano ancora nel limbo dei sogni, dovrebbero però ugualmente sapere di come veramente furono i fascisti di Salò, nei loro comportamenti violenti, disumani e assassini anche contro le popolazioni civili. Ascoltare coloro che dopo le dichiarazioni di La Russa hanno affermato, che inutile e strumentale era stata la reazione giornalistica contro il ministro della Difesa per quelle sue parole, che in fondo: secondo lui rispecchiavano solo la verità di quel periodo storico, provo grande disgusto e sofferenza. La verità che è uscita dalla bocca del ministro è prettamente personale.

Per meglio spiegarmi è la verità che i fascisti e le loro successive generazioni vorrebbero imporre alla storia della nazione italiana. Dire che i repubblichini dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della Patria è una chiara mistificazione basata sul gioco delle parole.

La realtà fu: che una parte di loro, idealmente legati alla sopraffazione e prepotenza assunsero quella posizione a fianco dei tedeschi pur sapendo della annessione di Hitler alla Germania di territori italiani: le tre province di Belluno, Trento e  Bolzano, ai quali i tedeschi dettero la denominazione di Alpenvorland e le province di Udine, Gorizia, Trieste compreso il litorale adriatico denominato Adriatische Küstenland.

Quindi coscienti e consapevoli di lottare non per la propria Patria ma per la nazione germanica e per il mantenimento del regime nazifascista sperando in una fantomatica vittoria dovuta alle cosiddette armi segrete. Tutta l'altra parte, che comprendeva una gamma di giovani privi di coscienza, opportunisti e “tira a campare” (alla quale si aggiunsero anche i detenuti delle carceri minorili, graziati per l'occasione), si buttò a capofitto nell'avventura, perchè in quei manipoli, chiamati abusivamente esercito si consumavano regolari pasti, si usufruiva dei teatri e mezzi di trasporto in modo gratuito, ed oltre che prendere una paga quattro - cinque volte maggiore a quella di un operaio specializzato, avevano anche facoltà di delinquere a piacimento.

I giovani che respinsero le imposizioni le minacce di morte e rifiutarono l'obbligo di arruolamento nella abusiva ed illegale repubblica di Salò, scelsero la lotta contro l'esercito invasore tedesco: nelle città, nelle campagne e sulle montagne, consapevoli di poter contribuire con il governo legittimo di Badoglio a dare una mano agli eserciti Alleati e affrettare così la fine di una tragedia di devastazioni, miseria e spargimento di sangue.

La loro faticosa lotta contro i tedeschi ed i loro mercenari di Salò fu colma di privazioni e sacrifici, mal vestiti ed esposti fisicamente a tutte le intemperie, sempre affamati e soggetti ai grandi pericoli contro un nemico (i tedeschi) bene organizzato, superiore in addestramento e provvisto di grandi mezzi. Insieme: i 600.000 soldati e ufficiali deportati dai tedeschi nei lager in Germania che rifiutarono le lusinghe fasciste, le sei divisioni chiamate Gruppi di combattimento del nuovo Esercito italiano, i partigiani e le popolazioni civili, duramente colpite dalle stragi della vigliacca vendetta nazifascista, questa nuova Italia uscì dal conflitto mondiale rivendicando a Parigi la dignità che il fascismo aveva brutalmente infangato.

A sessantatre anni da quei tremendi fatti che qualcuno non vuol chiamare guerra di liberazione ma insiste sulla denominazione di guerra civile è giunto il momento che si ponga fine all'equivoco che i fascisti tengono a mantenere in vita per poter revisionare la storia e nascondere definitivamente i misfatti di cui si resero complici a fianco delle S.S. hitleriane. Ministri che si definiscono democratici, che hanno giurato fedeltà alla Costituzione, non possono continuare a tramare contro la Repubblica nata dalla Resistenza. Per quei fascisti di Salò non si possono trovare appigli e riconoscimenti inventati da chicchessia, tanto più se sono uomini delle Istituzioni. La nostra pretesa è che non si infanghi la memoria di chi ha combattuto ed è morto per la libertà e l'onore della Patria con incivili ed inaccettabili accostamenti.

Ermenegildo Bugni
Partigiano “Arno” - Segretario organizzativo dell'A.N.P.I. provinciale di Bologna

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2009 22:49
 

Solidarietà al partigiano William Michelini

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ritratto di Andrea CostaIn merito all’intimidazione al partigiano William Michelini, presidente ANPI Bologna ed Emilia-Romagna, a firma “Cuori Neri, curva A. Costa” e correlata da croci naziste, le ANPI dell’Emilia-Romagna esprimono a William solidarietà, stima, vicinanza.

Ci sarebbe da ridere per l’ignoranza se non fosse un vero e proprio vilipendio alla storia: Andrea Costa, organizzatore di lavoratori, primo deputato socialista, tribuno pacifista che si trova ad essere posto nella firma di chi usa la croce uncinata.

Ciò detto l’ANPI aggiunge che questa intimidazione non farà che aumentare il suo impegno a favore della Resistenza, dei resistenti e della democrazia, perché conferma che la lotta contro il fascismo non finisce, mai!

Le ANPI Emilia -Romagna

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2009 22:52
 


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Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione.
(Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955)